Eltiq Daily Welfare: Una serata di beneficienza all’insegna dell’inclusione sociale

Roma, 27 giugno 2026

Nel Complesso Monumentale di Santo Spirito in Sassia si è tenuta la serata di beneficenza “Nessuno si salva da solo”: Eltiq Daily Welfare, promotrice di questa importante iniziativa è una società di mutuo soccorso no profit sintesi di 15 anni di ricerca e sviluppo per l’efficientamento dei modelli organizzativi della pubblica amministrazione ed in particolare di quelli votati all’erogazione di servizi sanitari e del miglioramento delle condizioni di vita della persona. Il fondatore e Presidente Dottor Biagio Simonetti ha collaborato con diversi enti locali e ministeri, sviluppando sistemi gestionali innovativi che hanno contribuito all’efficientamento delle politiche di welfare. Impegnato nella realizzazione di un progetto filantropico di sostegno alle fragilità, accoglienza ed integrazione, oggi presenta il suo libro sull’immigrazione: “Ero Forestiero” scritto con Padre Alfonso Bruno. Biagio Simonetti, che ha voluto fortemente la realizzazione di questo evento benefico, ha riunito le più alte competenze istituzionali per concretizzare una soluzione che si propone quale fattivo contributo a sostegno delle politiche migratorie, tema considerato un problema, anziché essere interpretato quale risorsa.

Sisowath Ravivaddhana Monipong, Biagio Simonetti e Giuseppe Gambardella

I Frati Francescani dell’Immacolata sono un istituto religioso fondata da padre Stefano Maria Manelli O.F.M. Conv. nel 1970, dopo aver approfondito le Fonti Francescane e gli scritti di San Massimiliano Maria Kolbe. Il carisma dell’Istituto è francescano-mariano, e consiste nel vivere il francescanesimo alla luce dell’Immacolata secondo la Regola bollata di San Francesco d’Assisi e la Traccia mariana di vita francescana, con un nuovo voto religioso, principale e costitutivo, il “voto mariano” della consacrazione illimitata all’Immacolata, emesso nella professione religiosa, insieme agli altri tre voti di obbedienza, povertà e castità. Lo zelo per la salvezza delle anime impegna l’istituto religioso in virtù dell’illimitatezza del voto mariano, anche nell’attività missionaria “ad gentes”, in territori di prima evangelizzazione e in paesi in via di sviluppo, tra questi le Filippine, la Nigeria, il Brasile ed il Benin, missione alla quale l’impegno di questa serata è devoluto.

Padre Alfonso M. Bruno e Sisowath Ravivaddhana Monipong

L’importanza di questo convegno ha attirato l’attenzione anche di Sua Eminenza Reverendissima Mons. Gian Carlo Perego, Arcivescovo di Ferrara-Comacchio – Già Presidente della Fondazione Migrantes e Presidente della Commissione Episcopale per le migrazioni della CEI che ha scritto la prefazione al libro “Ero forestiero”. Il Cardinale Perego avrebbe voluto partecipare personalmente, ma impegni istituzionali inderogabili legati al Concistoro in corso, non gli consentono di condividere questo particolare momento in presenza. Per questo motivo, pur di non mancare, ha inviato un video messaggio, dove ribadisce il suo apprezzamento per l’iniziativa voluta dal Dottor Simonetti.

Sua Eminenza Reverendissima Mons. Gian Carlo Perego, Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

Il principe Sisowath Ravivaddhana Monipong della Cambogia, che è stato Giovane Esperto Associato del Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite in Benin dal 2000 al 2002, è stato invitato a porgere i saluti istituzionali alla prestigiosa assemblea presente, dove il generale Giuseppe Morabito sedeva accanto al marchese Vincenzo Grisostomi Travaglini in compagnia del dottor Carlo Maria Bruti del Ministero della Cultura e della giovane Anna Cima in un vestito di mousseline di colore lampone. Si notava inoltre la presenza del principe Guglielmo Giovanelli Marconi, accompagnato dall’elegante console onorario della Georgia Michaela Reinero in un vestito fiorito in stile Laura Ashley, che era immerso in vivace conversazione con il barone e la baronessa Graziano e Giulia Paventi di San Bonaventura, appena tornati da un incontro con il cardinale Salvatore Di Giorgi a margine del Concistoro attualmente in corso in Vaticano. Ad arrivare dalla protomoteca, la giornalista Lucilla Quaglia del Messaggero, in un elegante mise verde smeraldo con il marito, Dottor Luigi Mastrogiacomo, impeccabile in abito scuro. Il principe Sisowath ha ricordato l’amicizia pluridecennale che lo lega al dottor Biagio Simonetti e si è congratulato per questa iniziativa che consentirà a una trentina di bambini del Benin di beneficiare di un’assicurazione sanitaria completa per un anno. La prossima iniziativa di Eltiq daily Welfare avrà come oggetto un’azione a favore dei bambini della Cambogia.

Sisowath Ravivaddhana Monipong, Biagio Simonetti e Giuseppe Gambardella

Il Console del Benin a Napoli, Giuseppe Gambardella ha condiviso con entusiasma la sua esperienza nel Paese dei Re d’Abomey (citato dal Général de Gaulle come il “Quartiere Latino dell’Africa dell’Ovest”) raccontandoci contesto, dinamiche e opportunità che spesso non emergono nei dibattiti generali. La sua testimonianza permette di comprendere meglio come si costruiscono relazioni tra istituzioni, comunità e percorsi di collaborazione.

Muharrem Salihu, Biagio Simonetti, Giuseppe Gambardella, Fabio Cassani Pironti e Ertilia Giordano

Al seguito dell’argomento Benin, si sono affrontate le problematiche imposte alla popolazione albanese in Serbia, oggetto di attenzione da parte delle corti internazionali dei diritti umani, delle Nazioni Unite e del Senato degli Stati Uniti da due autorevoli relatori: il professor Giuseppe Paccione, esperto di diritto internazionale, e il Dottor Muharrem Salihu, economista, Filantropo, Presidente Confimprese Venezia profondo conoscitore della realtà balcanica e fu seguita con una particolare attenzione da Lucilla Quaglia, giornalista e figlia del celebre Colonello Quaglia che fu il pilota personale di Yasser Arafat.

Sisowath Ravivaddhana Monipong insieme a Lucilla Quaglia

In conclusione del convegno, il Conte Fabio Cassani Pironti della Segretaria di Stato del Vaticano ha citato le parole del Santo Padre durante il viaggio nelle Isole Canarie, ribadendo che “i mari non devono essere cimiteri senza lapidi” e che la dignità umana non ha passaporto. Leone XIV ha chiesto con fermezza alla comunità internazionale e all’Europa di non voltarsi dall’altra parte, esigendo vie d’accesso legali e sicure per chi fugge. L’intervento del Conte Cassani Pironti ci aiuta ad approfondire prospettive e indicazioni istituzionali capaci di orientare il confronto, coniugando visione, valori e attenzione concreta alle questioni che ci stanno a cuore. La sua presenza arricchisce il percorso di approfondimenti al livello individuale, offrendoci l’opportunità di riflettere su come collaborazione e dialogo possano contribuire a soluzioni efficaci. Il fenomeno migratorio non può essere affrontato soltanto come una questione numerica o amministrativa, ma richiede una visione capace di coniugare legalità, sicurezza, solidarietà, integrazione e rispetto della dignità della persona umana.

Guglielmo Giovanelli Marconi, Sisowath Ravivaddhana Monipong, Biagio Simonetti e Fabio Cassani Pironti

Al termine del Convegno, la giornalista Ertilia Giordano, conduttrice dei lavori con grazia e competenza, ha gentilmente invitato gli ospiti a recarsi nel chiostro dove l’aperitivo era servito, mentre un quartetto d’archi tutto al femminile suonava soavi melodie della tradizione barocca italiana.

Dopo questo momento musicale rinfrescante, Biagio Simonetti nel suo compito di padrone di casa invita a prendere posto per la cena di gala. Oltre alle personalità già citate, si poteva riconoscere Stefano Zago, Direttore del canale televisivo TeleAmbiente, il Generale Sergio Filipponi in conversazione con l’avvocato Giacomo Tutinelli e la moglie Stefania, in compagnia del Dottore Stefano Rossano del Pontifico Istituto Orientale insieme a Padre Immacolato M. Acquali (al secolo Giuseppe Acquali), attuale Superiore Generale dell’Istituto dei Frati Francescani dell’Immacolata. La cena a base di pesce e di frutti di mare è stata apprezzata per la sua raffinatezza e la leggerezza, qualità essenziali per questa torrida serata estiva.

Anna Konovalova

La bellissima serata si è conclusa splendidamente con l’affascinante cantante Anna Konovalova, mezzosoprano di fama internazionale, vestita in uno splendido “fourreau” di paillettes oro e argento; dopo aver deliziato il pubblico con la sua interpretazione dell’Habanera della Carmen di Georges Bizet, prima di un vibrante omaggio alla Campania con “Torna a Surriento”, ha regalato “in fine” una versione tutta sua di “Nessun Dorma”, calorosamente applaudita dalla distinta assemblea.

Photo credits: Agenzia Orange Digital di Alfonso Nunziata, Mirko Solimene e Aniello Trieste Santorelli

Sisowath Ravivaddhana Monipong, Marco Nicolella, Anna Cima, Guglielmo Giovanelli Marconi, Carlo Maria Bruti e Vincenzo Grisostomi Travaglini
Anna Cima della Sartoria Tirelli ci stava raccontando la genesi dei costumi della pellicola “Odissea”
La tavola del Barone e della Baronessa Graziano Paventi di San Bonaventura
“Quando il gala dà un futuro ai bambini” un articolo di Lucilla Quaglia ne “Il Messaggero” del 29 giugno 2026
In piedi: Fabio Cassani Pironti e Michaela Reinero. Sedute: Maria Teresa Imperati, Anna Cupello e Diana Brugnoli

Nadine Sierra and Xabier Anduaga Shine in Rome’s La Traviata

On Wednesday 24th June 2026, the Opera of Rome and his Sovrintendente Francesco Giambrone have gathered Nadine Sierra and Xabier Anduaga, two absolute stars of today’s international lyric panorama for a historic “La Traviata”, the absolute masterpiece of Giuseppe Verdi, director Francesco Ivan Ciampa, brilliant and attentive, in the scenic version directed by Sofia Coppola and the costumes of late Haute Couture God Valentino Garavani, assisted by Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli. The red velvet curtain of the opera opened on a wide ballroom with an imponent marble stairs on the right side on which Violetta Valery seemed to be sliding graciously in her somptuous dress of dark tulle crinoline until the middle of the stage during the Preludio (sets by Nathan Crowley, assisted by Leila Fteita). Light designer Vinicio Cheli.  

When she sat down to light up the candles on a small table, the festive reception in her place started. Inspired by the novel of Alexandre Dumas “La Dame aux camélias”, “La Traviata” tells the story of one celebrated “Demi-Mondaine” of Paris in the second half of the XIXth century who fell in love with a candid but handsome heir of Provence, Alfredo Germont; unfortunately that happened when her health declined quickly… She decided nevertheless to flee from Paris with her young lover to her countryside residence, in Bougival where she received the visit of Alfredo’s father, Giorgio Germont (Italian famous beloved baritone Luca Salsi) who explained to her the reasons why Alfredo needs to go back home, as his unique sister would soon get married and that his scandalous behaviour would have damaged their reputation to the point to prevent his brother-in-law to be to concretize his formal proposal.

Violetta with elegance and nobility decided to obey and left Bougival to participate in her friend Flora’s party, dressed in a smashing Valentino-red evening dress and accompanied by her faithful “client” the Baron Douphol (a refined and well prepared Arturo Espinosa). After Violetta lied to him by saying she is in love with Douphol, asked him to Alfredo, very angry, humiliated her in front of all invitees, paying her for her “services” with the money he just won playing cards.

His father arrived and scolded him vehemently and Douphol challenged Alfredo to a duel. The last act let us entering the intimacy of Violetta’s bedroom. It is winter time. Paris is celebrating Carnival. Violetta’s decline is coming to an end. Only her friend, Doctor Grenvil (impeccable Adriano Gramigni) has remained with her, together with her faithful maid, Annina (gracious Sofia Barbashova). Violetta continued to read relentlessly the letter Giorgio Germont wrote her, announcing her the return of Alfredo… but it is too late. Soon after, Alfredo burst into the room, with enthusiasm, giving Violetta a last sip of happiness and hope «Parigi, O Cara» before dying in his arms.

Apart from the magnificent sets and costumes, I remained somewhat bewildered by the personalities of Nadine Sierra and Xabier Anduaga. First of all, Nadine: she was incredibly HERSELF in this production, especially at the end of the first act. After realising that some powerful feeling might occur between her and Alfred «Ah, fors’è lui», Sierra was absolutely fabulous in the famous cabaletta «Sempre libera» where her natural feminine emotivity reached a climax when she exclaimed herself in «Gioir, di voluttà ne’ vortici perir!», which literally means “to blissfully perish in the whirlwinds of pleasure!” The soprano transmitted the essence of music and words by her own personal interpretation which immediately made the audience shivering “à l’unisson” with the iconic character of Violetta. All along the opera, until the utmostly expected “Addio del passato”, she brought all spectators with her in her tragic journey towards death through genuine expressions of love.

May I be allowed to enter into deeper considerations about young, handsome and gifted tenor Xabier Anduaga. In this particular version of “La Traviata”, he magnifies his role with dignity and romantic harshness with the utmost care. His voice timbre, technically perfect, crystal-clear and graceful, together with his physical presence and personal elegance, completed so well the image of Alfredo as this innocent lad of a good provincial family who discovered love for the first time. His interpretation of “lunge da lei…” was impeccable, with his touch of sincerity, sweet and irresistible sensitivity mixed with the turmoils of carnal passion and impulsive vividness transported the audience in the character’s “joie de vivre” which will not last;

his father arrived and Salsi gave us a noble and imponent “Di Provenza” interpretation which was much appreciated in a long applause by the Roman audience. His professionality and popularity are genuinely recognised and praised all over the world of opera.

The rest of the company was graced by the presence of young singers of the “Fabbrica project” of the Opera of Rome such as Flora (Maria Elena Pepi) and Annina (Sofia Barbashova) who succeeded in fulfilling their roles with refined and subtle professionality as well as Alejo Álvarez Castillo in the naughty role of the Marquis d’Aubigny.

A special mention for promising and talented Guangwei Yao (Gastone) and the confirmed abilities of Daniele Massimi, Carlo Alberto Gioja and Salvatore Minopoli in the essential roles for the opera. Last but not least, my warmest congratulations to the dancers of the Opera of Rome, fantastic matadors and sensual gypsies and the Choir of the Opera of Rome, perfectly harmonised by their mythical maestro, Ciro Visco!

That very evening will remain a special memory I will cherish for ever!

24 June 2026: an exceptional La Traviata featuring the great and marvellous Nadine Sierra, who treated the Roman audience to a magnificent portrayal of Violetta Valéry in Giuseppe Verdi’s La Traviata. Moving, captivating, with a unique vocal timbre encompassing all the colours of the rainbow. There are magical evenings at the opera, and I believe I experienced one tonight at the Rome Opera House, thanks to Superintendent Francesco Giambrone and his Magic Team.

Here, alongside the radiant Natasha Nyanin in her golden gown and my diva, the incomparable Violetta, Nadine Sierra, after the performance.

24 June 2026: Xabier Anduaga portrayed an incredible Alfredo Germont with elegance and talent, capturing all the nuances required by this challenging role. A charming and endearing artist, radiating the fiery passion of his Latin youth.

Here he is alongside the wonderful Natasha Nyanin, dressed in gold, for an unforgettable evening! My Darling friend Natasha who came back on purpose to attend this exceptionnal show told me in confidence: “My first Traviata live was 2022 at the Met and like Violetta, little did I know my life was set to change irreversibly that year thanks to a love that would leave me quite bewildered soon. That production also starred Sierra. In a way, seeing her again in Traviata in Roma, on a trip through Italy meant to seal the healing of my soul after for tough years— through recommuning with beauty and reality across Italy — represents a certain full circle moment and a sort of closure (however illusory the idea of closure may be). Violetta doesn’t get the sort of closure we hope for in Traviata. She sings an ounce of hope as her Alfredo returns before she’s consumed fatally by her illness. Such as life: the ending is rarely packaged neatly with a Valentino Red bow but the journey, oh the journey sure can soar with fanciful flight not unlike Verdi’s musical vicissitudes.”

#xabieranduaga#Traviata#roma

Photo credits: Fabrizio Bizio Sansoni for the Opera of Rome

“Don Giovanni” de Mozart a Phnom Penh: la passion lyrique du prince Sisowath Ravivaddhana Monipong

Avec le prince Sisowath Ravivaddhana Monipong, Intermezzo a Phnom Penh.

Passionné d’opéra, cet italien d’adoption descend des deux grandes dynasties qui ont fait le royaume: il a lancé le tout premier festival d’art lyrique du pays, qui soutenait cette année les Cambodgiens victimes des conflits avec la Thailande voisine.

Ce jour-là, il parle d’une voix calme et distinguée, attentif aux lumières qui éclairent la scène du Théâtre Naba de Phnom Penh. D’ici peu, une centaine d’artistes venus du monde entiers le rejoindront pour la première répétition de Don Giovanni, qui se jouera à pendant deux dates, les 12 et 14 décembre. Le prince Sisowath Ravivaddhana imagine déjà le chef Jun Iisaka diriger les musiciens auxquels se joindront les talents de l’Orchestre des Jeunes d’Angkor. Il voit d’ici les étudiants en art et spectacle de l’Association Phare Ponleu Selpak donner vie au livret de Lorenzo da Ponte auprès du baryton Ciro Giordano Orsini, du ténor Enrico Terrone Guerra ou encore des sopranos Ai Iwasaki et Yasko Fujii, interprètes du prestigieux « opéra des opéras » composé par Mozart. « Don Giovanni est une œuvre qui compte beaucoup pour moi, précise le prince. C’est même celle qui m’a fait aimer l’art lyrique ».

La confidence nous ramène aux années 1990, durant lesquelles Ravivaddhana est étudiant en hypokhâgne, en région parisienne. Un soir, grâce à son professeur d’histoire, il assiste avec ses camarades de promotion à une représentation de ce chef-d’oeuvre absolu au théâtre national de l’opéra-comique. « La mise en scène était moderne, même osée pour l’époque. Mais la musique de Mozart m’a ensorcelé. J’en garde un souvenir de volupté intense. »

A cette époque, le fils du prince Sisowath Samyl Monipong – petit-fils du roi Sisowath Monivong, qui régna entre 1927 et 1941, et cousin germain du roi Norodom Sihanouk -, n’a qu’une ambition : voyager. S’il a grandi avec sa soeur cadette la princesse Ubbolvaddey, entre Paris et Ribeauvillé, «joli village sur la Route du vin, en Alsace», ses parents lui ont transmis à travers les saveurs et les musiques du quotidien leur amour du Cambodge, qu’ils ont quitté en 1971, alors qu’il n’avait pas un an. «Maman, la princesse Norodom Daravadey, trompait son mal du pays en nous racontant des anecdotes de la cour au temps des rois Sisowath, Monivong et Sihanouk. Papa partageait quant à lui ses souvenirs de l’Armée de l’Air cambodgienne pour laquelle il avait été pilote de chasse». Le jeune Ravivaddhana sait dès lors que «la vie entière n’a de sens que si le Cambodge en fait partie intégrante. Notre famille est destinée à servir nos concitoyens avec dévouement et respect. Quel que soit le métier que j’allais choisir la mère-patrie allait s’imposer comme une évidence dans mon parcours».

Installé en Italie après avoir débuté sa carrière professionnelle au développement commercial de grandes multinationales, Ravivaddhana devient très vite consultant pour les Nations Unies. En 2000, trois ans après avoir posé ses valises à Rome, une mission du Programme Alimentaire Mondial lui permet de renouer avec ses origines. « A Phnom Penh, le bureau du PAM se trouvait sur l’avenue où mes parents ont habité jusqu’à ma naissance. Leur magnifique maison en teck avait été démantelée après l’invasion vietnamienne de janvier 1979 pour servir de bois de chauffe ». Les retrouvailles avec sa cousine la princesse Rattana Devi, petite-fille du roi Sihanouk, ou encore avec la princesse Sisowath Pongneary, sœur du prince Samyl que tous surnomment affectueusement Lolotte, permettent cependant à Ravivaddhana de trouver peu à peu sa place dans ce décor.  En 2016, son cousin le roi Sihamoni le nomme ambassadeur du royaume avec rang de sous-secrétaire d’État. Il travaille dès lors à la promotion des échanges culturels entre l’Italie et le Cambodge. Collaborateur régulier de l’Opera International Magazine, Ravivaddhana a fini par quitter Rome pour sa province, « à Monterotondo. La vie y est plus tranquille et propice à la méditation ». Ses projets tournent désormais exclusivement autour de l’art lyrique. 

« Ma vocation théâtrale est née grâce au marquis Vincenzo Grisostomi Travaglini,  musicologue que j’ai rencontré voici plus de quinze ans chez notre amie commune, feue la princesse Ira von Fürstenberg. Franco Zeffirelli avait été son mentor. Et j’ai commencé à l’assister dans la mise en scène de Tosca, de Puccini, pour l’Opéra d’Ankara, en 2010. » Le duo ambitionne de faire connaître l’opéra à l’italienne à l’étranger, notamment en Asie du Sud-Est. La Bohème, de Puccini, Lucia di Lammermoor, de Donizetti, et bien d’autres projets, aiguisant son sens de la narration musicale permettent à Ravivaddhana de monter plusieurs spectacles à Phnom Penh. Cavalleria Rusticana, Pagliacci, les créations se succèdent. Jusqu’à Madama Butterfly, « qui se joue il y a deux ans à guichet fermé. Pour ce spectacle, nous avons notamment fait appel à la styliste phnompenhoise Romyda Keth qui a su imaginer des costumes exceptionnels, essentiels au succès de l’opéra ».

Cette année, le prince a choisi s’attaquer à ce monument que représente pour lui Don Giovanni afin d’inaugurer le Festival international d’Opéra de Phnom Penh, créé avec l’équipe des débuts dans le but de démocratiser l’art lyrique au Cambodge. Et pour accompagner le 20è sommet de la Francophonie, qui sera accueilli l’an prochain par la capitale khmère, le Festival a d’ores et déjà programmé La Bohème, de Puccini, dont l’action se déroule au coeur du Paris romantique. En voyant arriver les premiers artistes sur la scène du Naba, Ravivaddhana sourit d’aise et se dirige vers eux pour les accueillir. D’ici peu, quelques accords de violons et autres vocalises s’élanceront dans l’air, trahissant parfois une impatience partagée, celle d’offrir à Phnom Penh un peu de magie.

Fanny Del Volta. 31 décembre 2025

Le marquis Vincenzo Grisostomi Travaglini et le prince Sisowath Ravivaddhana Monipong, 14 décembre 2025

Photo credits: Jérémie Montessuis et Victor Boissel

L’Envoûtante Interprétation de Roméo et Juliette par Vittorio Grigolo

Le Surintendant de l’Opéra de Rome, Francesco Giambrone nous a encore une fois littéralement enchantés en accueillant pour la première fois sur la scène du Costanzi un des plus grands chef-d’oeuvre de l’art lyrique “à la Française”: “Roméo et Juliette” de Charles Gounod. Sous la baguette du célèbre maestro Daniel Oren, le public romain a découvert la merveilleuse adaptation de l’histoire intemporelle des amants de Vérone, remaniée en 1867 avec une subtile précision par les deux librettistes de “Faust”, Jules Barbier et Michel Carré, qui ont mis en valeur les sentiments purs et intenses des deux protaganistes, reléguant sur un plan secondaire les autres personnages de la pièce de William Shakespeare. La passion de Gounod pour “Roméo et Juliette” remonte à ses jeunes années, quand il assista à l’âge de 21 ans aux répétitions de la symphonie dramatique éponyme de Hector Berlioz. Deux ans plus tard, alors qu’il goûte le succès de son Prix de Rome à la Villa Médicis, il commence à travailler sur le livret de Vincenzo Bellini de “I Capuleti e i Montecchi”. C’est la traduction de François-Victor Hugo, un des fils du grand Victor Hugo que choisissent Barbier et Carré pour extraire une douzaine de scènes significatives avec l’accord de Gounod qui écrira une grande part de son opéra au bord de la Méditerranée à Saint-Raphaël où il retrouve la juste inspiration pour se plonger dans la passion toute italienne d’un Roméo tourmenté et amoureux. A noter que le fameux ”Je veux vivre” de Juliette fut ajouté quelques semaines seulement avant la Première, probablement pour satisfaire le caprice de Caroline Miolan-Carvalho, fameuse soprano colorature … et surtout épouse du baryton Léon Carvalho, directeur du Théâtre-Lyrique (Théâtre du Chatelet) depuis 1856. C’est aussi Carvalho qui demanda l’ajout du cortège nuptiale au quatrième acte pour une question selon lui “d’effet dramatique”. Le succès fut immédiat et retentissant …et ne fut jamais démenti. L’opéra fut repris maintes fois, notamment à l’Opéra-Comique en 1873 avec des modifications apportées par Georges Bizet et la version finale, avec ballet, en 1888 par Gounod lui-même au Palais Garnier. A chaque fois, le public est au rendez-vous et plébiscite chaque nouvelle version avec chaleur et enthousiasme.

Roméo et Juliette – Nino Machaidze (Juliette)_ph Fabrizio Sansoni-Teatro dell’Opera di Roma

Presque 159 ans jour pour jour après sa création à Paris le 27 avril 1867, l’Opéra de Rome nous offre Sa Première de “Roméo et Juliette” le 28 avril 2026. Là encore, c’est un défi réussi avec une orchestration à l’italienne du maestro Oren qui choisit de donner une intensité lyrique plus ample encore avec une alternance de ralentissements gracieux et de fougueuses accélérations au gré de l’intrigue qui se déroule avec souplesse et délicatesse dans une mise en scène en noir et blanc de Luca De Fusco où seuls Roméo et Juliette ont droit à des costumes colorés, créés par Marta Criosolini Malatesta, auteure également des décors. Lumières de Gigi Saccomandi et projections vidéo de Alessandro Papa. Chorégraphe Alessandra Panzavolta. Le choeur de l’Opéra de Rome nous surprend avec plaisir par son adaptabilité au lyrisme français sous la direction appliquée et méthodique  du maestro Ciro Visco.  

Roméo et Juliette – Vittorio Grigolo (Roméo), Nino Machaidze(Juliette)_ph Fabrizio Sansoni-Teatro dell’Opera di Roma

Sans surprise, le Diamant incontesté de cette version romaine est le sémillant ténor Vittorio Grigolo. Dans un Français impeccable, qu’il doit à ses années d’enfance et de jeunesse passées à l’Institut Saint Dominique de Rome et grâce à sa présence scénique, magnétique et envoûtante, il nous entraîne à sa suite dans une interprétation tumultueuse d’un Roméo en proie aux élans impétueux de la fleur de sa jeunesse et quand il entonne “Ah, lève-toi Soleil”, chaque spectateur présent a ressenti la chaleur de l’astre céleste remplir de son aura la salle toute entière. Grigolo nous a régalés avec son Roméo fragile dans son innocence et jusqu’à la fin tragique, il a su nous émouvoir sans faillir un seul instant. Nino Machaidze dans le rôle de Juliette a donné le meilleur de son art après l’entracte mais son “Je veux vivre” a rendu avec modération et un peu trop de retenue la fraîcheur de l’âme et la virtuosité requise pour cette valse qui reste un des airs les plus attendus du grand public. A noter une prestation remarquable du mezzo-soprano Aya Wakizono, qui a personnalisé avec un charme tout oriental la romance de Stéphano “Que fais-tu, blanche touterelle” où son ardente expressivité et son indolente nonchalance ont incontestablement conquis le public. Encore une soirée d’exception en hommage au génie de Charles Gounod qui a tant aimé Rome!

Avec le Ténor Vittorio Grigolo à l’issue de la Première de “Roméo et Juliette” de Chales Gounod, Rome le 28 avril 2026
Avec le Surintendant Francesco Giambrone à la Première de “Roméo et Juliette” de Chales Gounod, Rome le 28 avril 2026
Avec le marquis Vincenzo Grisostomi Travaglini à la Première de “Roméo et Juliette” de Chales Gounod, Rome le 28 avril 2026
“Tanti Vip per Romeo e Giulietta” un articolo di Lucilla Quaglia ne “Il Messaggero” del 29 aprile 2026

Danse et musique : La magie d’Angelin Preljocaj à l’Opéra de Rome

Le 14 avril 2026 a eu lieu au Teatro Nazionale de l’Opéra de Rome la première d’un spectacle original dédié complètement au chorégraphe Angelin Preljocaj,judicieusement rappelé par la directrice de la danse et étoile de l’Opéra de Paris, Eleonora Abbagnato pour accompagner le corps de ballet romain dans une nouvelle aventure. “Annonciation”, “La Stravaganza” et “Noces”, sont les trois pièces magistrales qui sont proposées au cours de cette soirée d’exception, où les compositions d’Antonio Vivaldi et d’Igor Stravinskij côtoient celles de Stéphane Roy, Robert Normandeau ou encore Evelyn Ficarra et Åke Parmerud. La solide amitié de plusieurs décennies qui lie Preljocaj à Eleonora Abbagnato se reflète également dans l’harmonie de leur collaboration artistique, motivant les danseurs de l’Opéra de Rome à se dépasser encore davantage dans une recherche esthétique sophistiquée et sobre à la fois, toujours unique car signée Preljocaj !

Serata Preljocaj – Annonciation 1° cast, L’Archange (Annalisa Cianci), Marie (Marta Marigiliani)_ ph Fabrizio Sansoni – Opera di Roma

“Annonciation” est confiée ce soir-là à la soliste Marta Marigliani dans le rôle de la jeune Vierge Marie et Annalisa Cianci dans celui de l’Archange Gabriel, qui dans ce cas deviendra Gabrielle avec deux “l”! L’osmose cathartique entre les deux danseuses est palpable tout au long de la pièce, chacune à sa manière. Marigliani propose une interprétation d’une Marie juvénile, en proie aux doutes de ce destin singulier qui la mènera à devenir la mère terrestre du Verbe Incarné. Cianci est plus technique dans son expression dansée, avec un respect scrupuleux de la succession de mouvements élégants et autoritaires dont la beauté et la grâce ne sont pas sans rappeler les attitudes des sujets des grands peintres et sculpteurs de la Renaissance italienne. Les deux jeunes femmes se retrouvent dans une subtile complicité, toute féminine qui réhausse la douceur et la fragilité de la pureté virginale de Marie.

Serata Preljocaj – La Stravaganza (Susanna Salvi e Michele Satriano)_ph Fabrizio Sansoni – Opera di Roma

“La Stravaganza” nous arrive après un bref changement de scène dans un tourbillon intense de sensualité lascive de corps enchevêtrés dans une sarabande humaine, jouissive et chaste à la fois. Puis les figures du sublime “Pas de deux” avec le toujours merveilleux Michele Satriano qui embrase la scène de sa virilité extatique et sa passion contagieuse, alors que sa compagne, l’étoile Susanna Salvi nous régale une fois de plus de la perfection de son art dans une spirale ascendante de virtuosité. Mention spéciale pour Gabriele Consoli, Giacomo Castellana, Claudio Cocino et Walter Maimone qui tirent leur épingle du jeu grâce à une technique parfaite et une maîtrise irréprochable du rythme et de la chorégraphie.

Serata Preljocaj – Noces_ph Fabrizio Sansoni – Opera di Roma

Pour finir, le rideau s’ouvre pour la troisième fois sur “Noces” où cinq couples de danseurs et danseuses nous font vivre au son de la composition célèbre d’Igor Stravinskij les vicissitudes de la conjugalité et des aléas de la vie de couple, non sans humour. On retrouve chez les dames avec grand plaisir Marta Marigliani et Annalisa Cianci mais également la fabuleuse Virginia Giovanetti qui offre au public un mélange rare de fragilité feinte et de contrôle parfait de ses capacités de danser dans l’esprit Preljocaj. “Last but not least”, qu’il nous soit permis de rendre hommage ici à la performance incroyable du jeune Valerio Marisca, qui alterne avec brio et une célérité toute calculée, charme, force et désinvolture apparente tout en rendant avec dextérité la complexité de cette succession sublimement rapide et osée de gestes et mouvements du corps, des bras et de la tête, qui mérite d’être saluée ici avec respect et espoir pour un futur brillant de grand danseur.  

Valerio Marisca et Virginia Giovanetti
Prince Sisowath Ravivaddhana Monipong et Valerio Marisca
Autour de l’immense Angelin Preljocaj, le maire-adjoint de Rome, Silvia Scozzese et sa fille Sarah, le prince Sisowath Ravivaddhana Monipong et le marquis Vincenzo Grisostomi Travaglini
“Se la danza scopre l’elettronica” un articolo di Lucilla Quaglia ne “Il Messaggero” della domenica 19 aprile 2026

L’Art de la Danse: Neumeier, Godani, et Millepied à l’Opéra de Rome

17 mars 2026: l’Opéra de Rome célèbre l’Unité italienne avec le corps de ballet et ses premiers danseurs qui ont offert au public de la Ville Eternelle un magnifique spectacle, empli de poésie et de sensualité dans ce Triptyque imaginé par la directrice de la danse, Eleonora Abbagnato, qui après avoir enchanté Paris pendant de nombreuses années, est revenue dans la capitale italienne, à la tête de la prestigieuse institution. John Neumeier, Jacopo Godani et Benjamin Millepied ont naturellement donné leurs patronymes à cette soirée de grande classe avec leurs créations chorégraphiques contemporaines qui ont trouvé une place de choix dans le coeur des spectateurs.

Spring & Fall by John Neumeier

Le rideau s’ouvre sur “Spring and Fall”, Printemps et Automne de Neumeier, sur une musique de Antonín Dvořăk, une chorégraphie inspirée d’un poème du Jésuite Gerard Maley Hopkins qui s’adresse à un enfant pour lui expliquer en quelques vers choisis le parcours de la vie, passant du réveil des sens à l’endormissement progressif conduisant au trépas, issue heureuse d’une existence accomplie.

Susanna Salvi & Gabriele Consoli

Une poésie que Neumeier décide de mettre en pas de danse en 1991 à Hambourg sur les notes les plus célèbres de Dvořăk interprétées avec grâce et volupté par la danseuse étoile, Susanna Salvi qui nous emporte dans un tourbillon étourdissant de pirouettes et volutes diaphanes, rehaussé par la prestation excellente du Premier Danseur Michele Satriano, viril et délicat tout en nuances, de Giacomo Castellana, intense dans son expressivité sensuelle ainsi que la fougue de la jeunesse enflammée de Gabriele Consoli.

Giacomo Castellana

La cohésion sans faille des meilleurs éléments du corps de ballet de l’Opéra de Rome, qui ondulent gracieusement en alternant force énergique et tranquillité dans une symbiose parfaite entre classicisme et recherche de la perfection harmonieuse des mouvements, caractéristiques majeures de John Neumeier, qui à 87 ans reste et demeure une référence absolue de la créativité chorégraphique contemporaine.  

Michele Satriano

Le deuxième moment de ce Tryptique retentit d’une force incroyable pour plusieurs raisons: Jacopo Godani, après une époustouflante carrière internationale, a complété à Rome son travail intitulé “Echoes from a resless soul” – Echos de la part d’une âme agitée – en y ajoutant pour la première fois, Scarbo, la troisième et dernière partie du poème mystique de Maurice Ravel “Gaspard de la nuit”, la célèbre composition inspirée des poèmes d’Aloysius Bertrand. Un peu comme James Whistler a mis les nocturnes de Chopin en peinture, Ravel a composé son Gaspard de la nuit en suivant les méandres tortueuses des récits mystiques et mélancoliques que sont Ondine, le Gibet et Scarbo.

Echoes from a restless soul by Jacopo Godani

L’obscurité de la nuit proposée par le célèbre père du Boléro est traduite ici par une quête complexe de la pluralité de la lumière comme antithèse à l’obscurité à travers des pas de danse exprimés avec un grand sens du mystère et de l’interprétation symbolique. Ondine prend ici les visages de deux “Apsara” occidentales, Federica Maine et Virginia Giovanetti qui personnifient sublimement la séduction de nymphes aquatiques envers deux splendides êtres humains qui succombent sans résistance: Michele Satriano, toujours aussi magnifiquement expressif et esthétiquement accompli, et Jacopo Giarda dont la puissance animale exhale son authenticité à travers des arabesques finissant toujours avec une tendresse infinie.

Virginia Giovanetti & Jacopo Giarda

A noter la beauté et la synchronisation des harmonies d’ensemble qui donnent corps à la musique provenant des mains magiques de Massimo Spada au piano. L’apothéose qui culmine dans Scarbo après la montée graduelle des impressions du soleil couchant du Gibet est rendue avec brio dans l’adéquation parfaitement équilibrée entre la musique, la danse et la lumière.

Michele Satriano & Federica Maine

Troisième temps de ce Tryptique, “I feel the earth move”, une chorégraphie sensible et exaltée de Benjamin Millepied, qui nous propose un instant de vitalité en mouvement, de sublimation de la femme qui représente ici le moteur du bonheur de la vie. La musique de Philip Glass est un prétexte à un kaléidoscope de mouvements chamarrés qui nous entraîne à sa suite dans une spirale ascendante pour affirmer la positivité de la danse après la poésie lumineuse de Dvořăk et l’obscurité mystique de Ravel. Une mention spéciale pour Giacomo Castellana (encore une fois!) et Beatrice Foddi qui ont donné une puissance expressive exceptionnelle à leur couple artistique.

Giacomo Castellana & Beatrice Foddi

Après une “Bayadère” enchanteresse en février, le Surintendant Francesco Giambrone a de nouveau fait mouche: confirmer l’Opéra de Rome en tant que temple sacré de la beauté absolue des arts de la scène.

Photo credits: Fabrizio Sansoni pour l’Opéra de Rome

Dottore Cosimo Manicone, Principe Sisowath Ravivaddhana Monipong & Marchese Vincenzo Grisostomi Travaglini

4th January 2026: Royal Audience with King Norodom Sihamoni

On Sunday 4th January 2026, in Phnom Penh, His Majesty Preah Karuna Preah Bat Samdech Preah Boromneath King Norodom Sihamoni granted me and Marquess Vincenzo Grisostomi Travaglini the honour of a Royal Audience in Khemarin Palace at 10.00 a.m.

10 e 12 Luglio 2025: “Rigoletto” di Giuseppe Verdi : una sfida di prestigio per la comunità di Noicàttaro superata con brio e allegria, grazie all’iniziativa vincente del Dottore Giovanni Pagliarulo, alleando l’eleganza della direzione del maestro Boian Videnoff alla sontuosa regia di Vincenzo Grisostomi Travaglini

RIGOLETTO

                                  di Giuseppe Verdi

Direttore: M° Boian Videnoff

Orchestra Sinfonica Metropolitana di Bari

Regia: Vincenzo Grisostomi Travaglini

Direzione artistica: M° Giovanni Rinaldi

Drammaturgia: Sisowath Ravivaddhana Monipong

Scenografia: Stefano Merlo

Costumi: Angela Gassi

Disegno Luci: Vincenzo Grisostomi Travaglini

Balletto: Danza dei Venti

Cast:

Il Duca (tenore)                                       Giulio Pelligra

Rigoletto (baritono)                                Marcello Rosiello

Gilda (soprano)                                        Claudia Urru

Sparafucile (basso)                                  Luciano Montanaro

Maddalena (contralto)                            Tina D’Alessandro

Giovanna Nical Didonna

Monterone (baritono)                             Antonio Musera

Marullo (baritono)                                  Mario Patella

Borsa (tenore)                                         Giuseppe Settanni

Conte di Ceprano (basso)                       Cataldo Cannillo

Contessa di Ceprano (mezzosoprano)   Elena Sciancalepore

Un usciere di corte (basso)                     Angelo Spagnuolo

Un paggio (mezzosoprano)                   Caterina Giardinelli

Coro San Agostino – Noicàttaro

Maestro del Coro                           Maria Dipinto

Aiuto scenografo                            Silvia Giancane

Direttore degli allestimenti           Damiano Pastoressa

Resp. della costruzione                 Damiano Pastoressa

Audio                                              Leoma Service

Luci                                                Service Snc

Maestro collaboratore                  Barbara Rinero, Marco Mancini

Direttore del palcoscenico            Rossella Perrone

Strutture                                         Plus Service

Aiuto Sartoria                                 Angela Di Bari

Sarte Collaboratrici                        Federica Groia, Maria Giovanna Stallo

Trucco e parrucco Giusy Laghetti e Isabella Merolla

Ogni incontro è un’occasione irripetibile
Eventuali difficoltà, nient’altro che occasioni per maturare ed essere stimolati a dare il meglio. Una produzione, ancor più impegnativa come questo “Rigoletto”, si affronta e risolve grazie all’impegno e alla professionalità, alla generosità che si trasfigura in arte. Un vero miracolo, dal niente agli splendori della ribalta, in scena e in quel mondo di creatività che ci supporta dalle quinte e oltre. Nella lucentezza degli occhi di ognuno, nella soddisfazione del proprio operato e risultato fecondo, nel gradimento del pubblico, la nostra soddisfazione; per il risultato ottenuto il nostro sentito ringraziamento.
Vorremo fare il nome di tutti, ciascuno protagonista nella globalità dei nostri pensieri.
Siamo riconoscenti per l’opportunità e fiducia concessami dal dottor Giovanni Pagliarulo e dagli amici della grande Famiglia di Noicattaro-Lirica, al maestro Boian Videnoff, alla compagnia, ai collaboratori, ai tecnici, nell’ampio abbraccio di stima ed affetto.
Vincenzo e Ravi

“J’ai deux amours” Point de Vue n°3936, 24 janvier 2024

“Brève” dans la rubrique “Quelle Semaine” de l’hebdomadaire “Point de Vue” n°3936, 24 janvier 2024, sous la plume de Fanny Del Volta.

“J’ai deux amours”

“Au théâtre Koh Pich de Phnom Penh, les danseuses du Ballet Royal du Cambodge ont fait parties du prestigieux casting de Madama Butterfly, d’après l’oeuvre de Puccini. Le prince Ravivaddhana Sisowath, co-metteur en scène de la pièce avec le marquis Vincenzo Grisostomi Travaglini, a souhaité ainsi rendre hommage à son pays et à l’opéra, sa passion depuis toujours.”