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di Tiziana Primozich

Principe Ravivaddhana Monipong Sisowath da quanto vive in Europa e qual è da Roma l’impegno per il suo paese?
Sono nato a Phnom-Penh nel 1970 e vivo dal 1997 prevalentemente in Italia. Mio padre era il primo cugino di re Norodom Sihanouk, e mia madre la seconda cugina e io sono cugino del re attuale. Sono nato all’inizio anni ‘70 e dopo breve tempo dalla mia nascita siamo usciti dalla Cambogia per il ruolo di addetto militare di mio padre che nel ‘71 si recò con la nostra famiglia in Francia. Nel ‘75 siamo rimasti bloccati lì a causa della presa del potere dei Khmer Rossi, così io ho studiato in Francia, una condizione ‘fortunata’ visto che mio nonno materno, zii e cugini sono stati uccisi già al secondo giorno di rivoluzione . Mi sono iscritto e poi laureato in letteratura inglese all’università francese, ed in quel periodo mi sono appassionato ai temi dei diritti umani. Era il periodo della protesta in Cina di Tienammen, quando la fotografia di uno studente da solo e disarmato davanti a una colonna di carri armati fece il giro del mondo. Ecco, quella immagine legata alla protesta degli studenti cambiò qualcosa in me. Mi feci partecipe da giovane studente di una nuova associazione fondata da colui che ora è ministro dell’Educazione francese e ho partecipato nell’89 a Strasburgo alla stesura di una nuova dichiarazione dei diritti umani legata al mondo dei giovani. Da quel momento è nato in me l’impegno che ancora oggi perseguo: la difesa dei diritti umani. Ovviamente ho svolto lavori come tutti ed il primo incarico è stato con la Ibm. Capii subito che non era la mia strada ma grazie alla mia preparazione mi offrirono di lavorare nel settore del turismo in Kazakistan. Il destino ha i suoi percorsi e per svolgere al meglio il lavoro proposto mi sono dovuto trasferire a Roma per uno stage di sei mesi. Roma è stata una sorpresa perché incredibilmente sono stato preso dalle Nazioni Unite per il World Food Program, all’interno del quale mi sono occupato dei paesi caucasici, e l’occasione è stata propizia perché nel 2000 per la prima volta sono tornato in Cambogia per lavoro e per dare il mio contributo finalmente alla mia patria. Volevo fare qualcosa di utile dopo tante sofferenze subite dalla popolazione nel mio paese, noi all’estero avevamo un grande peso per tutto quello che la mia gente aveva dovuto affrontare. Ricordo che per mia madre il mondo è finito il 17 aprile del ’75 e mai più si riprese dall’orrendo destino che segnò la Cambogia.
Dal 2 Maggio 2016 lei è stato nominato Ambasciatore della Real Casa di Cambogia con rango di Sotto-Segretario di Stato da Sua Maestà Norodom Sihamoni, Re di Cambogia. Dopo i drammatici eventi degli anni ’70 quali sono le prospettive di sviluppo per il suo paese?
La Cambogia è un paese agricolo, con una prevalenza di produzione di riso, ma di recente anche sede di industrie manifatturiere di abiti, con grandi marchi americani, come Nike, Zara, e Mango. Siamo in grande crescita per il turismo, in Cambogia esistono i più antichi insediamenti di templi della civiltà Khmer, con un turismo più di 5milioni di utenti all’anno, cinesi e coreani oltre al turismo occidentale. Una realtà che conosco bene per essere stato per molti anni rappresentante del ministero del Turismo per l’Italia. Un settore che va organizzato e pianificato, la Cambogia non è ancora pronta per l’ingente turismo che attira, grazie alla sua storia ed agli insediamenti di templi millenari come Angkor, il sito archeologico più visitato con il suo “parco archeologico di Angkor”, istituito per decreto reale nel 1994, che si estende su 400 km² con centinaia di templi induisti e buddisti. Il più famoso l’Angkor Wat, il più grande edificio religioso del mondo.
Il 29 maggio ci sarà un grande evento alla Casa dell’Aviatore sostenuto dalla Fondazione Marianna in supporto alle persone colpite dalle mine antiuomo nel periodo più difficile della Cambogia. Come nasce questa sinergia?
Su questo punto devo fare una premessa, io sono stato battezzato anni fa due giorni prima del mio arrivo in Italia, una scelta dettata da motivazioni profonde. Come tutti sanno la Cambogia è un paese buddhista, con una spiritualità legata alla natura, una ritualità antica, e mi ferisce il cuore vedere la deforestazione in molte zone del mondo attuata solo per motivi economici. Come cattolico sono molto legato e devoto a Monsignor Enrique Figaredo Alvargonzalez, per noi semplicemente Padre Kikè, un uomo che, nella sua missione a favore dei disabili in una delle provincie della Cambogia maggiormente martoriate dai residui di mine antiuomo disseminate nel territorio nel periodo dei Khmer Rossi, ha scelto di dimostrare che un persona menomata e costretta su di una carrozzina non è una persona inutile, bensì che il suo apporto può dimostrarsi essenziale nell’odierna società. Questo suo impegno ha trovato l’appoggio di Pinuccia Pitti, che nel contesto della Fondazione Marianna ha costruito La “Carta Artistica Universale” Arte per la divulgazione dei Diritti Umani che si avvale di un’opera pittorica, di una poesia di e di un commento di una personalità autorevole, inerente all’argomento dell’anno, e viene presentata ufficialmente in una prestigiosa serata con importanti relatori. Nello stesso contesto vengono conferiti dei riconoscimenti:Il premio “Intercultura” a due studenti di diversa nazionalità per un elaborato sul tema dell’anno; Il premio “Una Vita per Amore” ad una persona che si è distinta per particolare dedizione ed umanità; Infine un riconoscimento ad una personalità il cui operato è inerente all’argomento dell’anno. Quest’anno il 29 maggio, la Fondazione Marianna, in collaborazione con l’Academia Ariadimusica del Maestro Gianni Maria Ferrini, organizza un concerto di beneficenza alla Casa dell’Aviatore, Viale dell’Università 20. Ed io ringrazio per l’attenzione dedicata al mio paese, la Cambogia, che vedrà un grande aiuto per i suoi invalidi vittime del più grande genocidio nella storia dopo la seconda guerra mondiale, sotto il regime dei Khmer rossi si conta che più del 20% della popolazione fu vittima di una pulizia etnica tra il ’75 ed il ’79. Senza contare i massicci bombardamenti Usa che subito dopo la guerra del Vietnam videro quasi tremilioni di tonnellate di bombe sganciate in Cambogia, una volta e mezzo quelle lanciate dagli alleati durante la seconda guerra mondiale.
La Cambogia si pone tra i paesi più tristemente famosi per turismo sessuale
La Cambogia sta facendo molto contro il turismo sessuale, Somaly Mam , cambogiana e fondatrice di una onlus a tutela di donne e bambine, con una storia orribile alle spalle di abusi e molto coraggiosa, è fortemente impegnata in questa lotta. Il governo sta facendo di tutto per evitare il fenomeno. Si stanno attuando misure drastiche su pedofilia, anche se per antica tradizione quando una bimba ha il menarca, al secondo ciclo mestruale si può sposare. In virtù di questo c’è una sorta di indulgenza su questo argomento. Il vero problema in realtà è la povertà, quando lavoravo al World Food Program aiutavamo la onlus di Somaly, che difendeva i diritti delle bambine e delle donne. Ma i problemi da affrontare sono tanti, ad esempio la credenza cinese che l’Aids si vince andando a letto con una vergine. Padre Kikè ha gestito un villaggio dove c’era un matto che diceva di essere un medico e ha inoculato volontariamente a più di 300 persone l’ Aids. Un’altra realtà sottaciuta è che quando la Cambogia è stata sgomberata dai Khmer rossi la popolazione era ormai talmente decimata dal lato maschile che si potevano contare 5 donne per ogni uomo rimasto vivo. Vi lascio immaginare le difficoltà ed il dolore di queste povere donne, madri e mogli, rimaste spesso vedove e con i figli ammazzati. Siamo stati l’unico caso al mondo di auto genocidio, con una intera popolazione che si ribellò alla repubblica comunista e fu in gran parte sterminata.
Principe, lei è cambogiano nel cuore e nell’anima, cosa può dire descrivendo il meglio del suo paese?
Il mio impegno per il mio paese punta tutto sulla cultura, ho imparato molto vivendo in Europa e sono determinato a portare la mia conoscenza a servizio del mio paese. Lo scorso anno, ne ho scritto io il testo di presentazione, sono riuscito a portare la prima mondiale della Cavalleria Rusticana in Cambogia, con il valente aiuto del maestro Vincenzo Grisostomi Travaglini. Ma a parte l’arte devo dire che il mio paese è intriso di spiritualità da tempi remoti. Noi diamo valore ad ogni espressione del Creato, a partire dagli alberi e da tutto quello che la natura ci ha regalato. Vale la pena venire da noi ed immergersi in questa energia che contribuisce a dare un senso anche all’ultima delle creature di Dio.
E per il suo impegno futuro?
Pinuccia Pitti ha ideato un format dal titolo ‘Abbiamo rubato la luce alle stelle’, che raggruppa artisti di tutto il mondo, collaboriamo con l’ Accademia AriadiMusica che ha sede a Torre Maura, con il maestro Gianni Maria Ferrini, che era all’Opera di Roma, e che ha ideato dei masterclass con artisti eccellenti, e un concerto di musica classica una volta al mese di lunedì. Sembra davvero incredibile citare il quartiere periferico di Torre Maura, eppure è tutto vero. Lì si è sviluppata una realtà artistica dove ci si sente in comunione, una modalità carica di arte che ci collega al divino.
Un concerto per aiutare le vittime delle mine antiuomo in Cambogia del periodo dei Khmer Rossi
Article de Monsieur Christophe Vachaudez paru dans le numéro de Mai 2017 du magazine belge “L’Eventail”




In a very interesting book, Professor Emidio Grisostomi Travaglini, uncle of my friend Marquess Vincenzo Grisostomi Travaglini, is telling about his experience in Cambodia in Battambang during 1999 Christmas. Here are his words in Italian and I will try to provide a suitable English translation.





Christmas 1999 in Cambodia:
On 28th March 2000, Professor Grisostomi is telling us about his experience in Cambodia:
“During last Christmas holiday (1999), instead of my usual mountain holiday, I accepted the proposal for a collaboration with a hospital in Battambang in Cambodia, set up by Emergency NGO which is taking care of war victims, especially the ones wounded by landmines.
Still nowadays, years after the end of the war, the consequences of the conflicts are vivid and devastating. More than 90% of the victims are civilians: women and elders, young and adults are wounded while cultivating their fields or feeding their cattle, but above all, children, tragically caught while playing or helping their parents.
The estimation is that at least 2000 victims per month are wounded by the 100000000 landmines disseminated and hidden in the Cambodian territory. The landmine clearance, a longterm work, which requests the precison of high-trained professionals, is slow, expensive and extremely dangerous. Unfortunately, in many zones, one must bitterly admit that this landmine clearance is done by poor ignorant people, who are obliged for the necessity of life to sacrifice one leg, one arm, etc… thus eliminating some of these criminal landmines.
To help these persons, it has become necessary to open specialised medical centres with physicians, nurses, physiotherapists and orthopedic technicians. Volunteers were called to support these initiatives.

Once again, Italy has shown attention and sensitiveness in organising and sending help through Emergency NGO, which already intervened in Rwanda during the genocide periods, in Kurdistan, Afghanistan and Cambodia, where I took part personally as orthopedic surgeon at Battambang hospital, in a structure which bears the name of the journalist Ilaria Alpi. The patients of this hospital were mainly victims of landmines which were located on the border with Thailand. Only in 1999, more than 1000 of them were killed and tens of thousands of persons remained handicaped and unable to earn a living for themselves hence.
Moreover, the situation was dramatically worsened by nature and the frequent rains, which on the one hand, make possible the necessary rice growing but on the other hand, when they are very heavy, the water is transporting and hiding again and again landmines so to transform ricefields in very dangerous insidious traps for local people, who are already suffering disease such as malaria, polio, aids, etc… The country is also suffering the lack of medical staff and structures, totally cancelled by the Khmer Rouge and the only ones available are very expensive and normal people cannot afford to be cured in the right way.

In these circumstances, the Battambang Hospital is significantly reducing the number of landmine victims and at the same time, giving a very good preparation to surgeons and medical staff to be at the right level to deal with problematics such as poliomyelite disease ill persons, quite numerous, due to the cancellation of the vaccinations during the dictatorship of the Khmer Rouge and people presenting congenital malformations as well as bone infections. The director was Italian Lady Anna Marchesi, ICRC, who was very experienced in post-conflict situations.
The medical team at my arrival was made of one general surgeon from Kurdistan, one anesthesist from Mongolia, one physiotherapist from England, two Italian nurses and one French. We were also helped by three young Cambodian doctors and numerous local nurses. It is with them that I spent my Christmas holiday. I would have wanted to transmit all my medical skills and experience in those (unfortunately) too short days. I must admit that the hospital, although it was particularly furnished for emergency situations, allows me to cure different unexpected cases, which I already had to face in Africa for instance. Especially when the patients arrived with wounds at faces, arms and above all, eyes.

For me, as well, although I was used to emergency operations, to see children and young people wounded in many parts of their bodies remains an indescriptible shock. The last patient I operated before coming back to Italy, a young farmer who lost both hands and was almost blind, has been lika a desperate SOS to stop all these tragedies.
I experienced once again that being useful is always satisfactory, even more for the one who gives that for the one who receives. I would like, however, to recall and acknowledge the collaboration, which is unfortunately always insufficient, of various organisations, such as the Italian Rotary Club, who helped the Battambang Hospital to refurbish one surgery room; or the funding given by the Swiss Rotary Club of an ICRC prothesis centre.
To conclude, I cannot not invite you to support with determination and concrete facts the campaign for the cancellation of landmines, who reduce military and above all, innocent civilians to the state of human ruins. Emergency has demonstrated to be an efficient initiative, little but significant instrument; this is why it deserves unconditional support to be more known and helped to grow up.”


I already had the opportunity to introduce you His Excellency Bishop Enrique Figaredo Alvargonzalez, that we all call “Father Kiké” in Cambodia.
Having heard so much about Him, I was looking forward to my first encounter with such a special character and that was done on November 26th, 2014. It was a rainy evening and Father Kiké asked me to wait for him at the Jesuit Curia in Rome, near the Vatican. From there, I went with the Jesuit Bishop to my favourite « trattoria » Da Luigi, where we discussed a lot about Cambodia, the Catholic Church in Battambang, etc…

Very impressed by such a charismatic and interesting personality, I promised to myself that, as soon as it would be possible, I will pay a visit to Father Kiké in Battambang. It is my Dear Friends, Olivier and Edwige Michon, who gave me this lucky opportunity last February. We have decided for a long time that we would go back to Cambodia to celebrate their twentieth wedding anniversary and they found it a very good idea to go to Battambang as well.

On February 21st and 22nd of this year, we were greeted in Battambang with a big hot storm, which made us appreciate even more the swimming-pool of Princess Marie’s La Villa, a charming little boutique hotel in the heart of Battambang historical centre, directed by the very kind and dynamic Corinne Darquey. We invited Father Kiké to have dinner there with us and he invited us to participate the day after in the Sunday Holy Mass celebration at the Apostolic Prefecture in Battambang, better known by locals as « Pet Yeay Chi » or Nuns’Hospital. We were absolutely enchanted all along that very Sunday : first, the Mass which was a very particular moment of joy and faith, with all these young girls and boys, singing and smiling at us. Then, we met Father Totet Banaynal, the vicar who is from the Philippines and speaks perfect Khmer, as well as Father Kiké by the way…

Afterwards, both of them made us visit their little world, with the school rooms for the handicaped girls and boys they are taking care of. Some of them arrived to be introduced to us and we had many opportunities to talk and laugh altogether. We even went to disturb the young fellows who are living there and attending the university of Battambang, the proof that Jesuits, even in Cambodia, are always careful to maintain the high study level for their pupils.

After these very moving moments shared with all the young ones, Father Kiké led us to have lunch in a very specific place, The Lonely Tree Café. What a surprise to be welcomed in Battambang with a delicious fresh Gazpacho, followed by tasty Tortillas and the whole, drinking such a good red wine from Rioja !!! Of course, we also had the Cambodian traditional « Loc Lac » Beef. Before going back to Siem Reap, Father Kiké gave each of us a magnificent cotton krama and made us promise to come back as soon as possible.
Needless to say that each of us was deeply touched by all we saw and felt on that blessed Sunday, but above all, love and kindness were always present. We actually lived what Sainte Thérèse de Lisieux has taught us :
“Ubi caritas et amor, Deus ibi est.”
“Where charity and love are, God is there.”
Thank you Father Kiké for all you did, do and will do for all of us, your Cambodian children, brothers and sisters !
If you want to know more about the Lonely Tree Café, here is their website : http://thelonelytreecafe.com/Lonely_Tree_Cafe/Home.html
On Wednesday 23rd July 2014, His Majesty King Norodom Sihamoni granted the honour of a Royal Audience to His Excellency Enrique (Kiké) Figaredo Alvargonzalez, Bishop of Battambang. On that occasion, my Father, Prince Sisowath Samyl Monipong and His Excellency Son Soubert did accompany the Bishop and the Jesuit School’s delegation to His Majesty the King.