“Splendida inaugurazione dell’Atatürk Kültür Merkezi”, un articolo di Francesco Germinario ne “L’Opera International Magazine”, Dicembre 2021

Una serata del tutto speciale, quella dell’inaugurazione dell’Atatürk Kültür Merkezi a Istanbul, con un’opera composta per l’occasione dal titolo Sinan, il celebre architetto imperiale al servizio del Sultano Solimano il Magnifico, per cui progettò rilevanti edifici, a tutt’oggi tramandati nel loro splendore. E’ stato un privilegio poter assistere al gala del 29 ottobre, giorno della Festa della Repubblica di Turchia, perché la serata era riservata a ospiti del tutto speciali a sottolinearne l’eccezionalità, trasmessa inizialmente a reti unificate. L’emozione saliva sin dallo slargo antistante, prima di accedere alla sala principale denominata “Opera”,  all’interno di quella sfera color corallo che ti accoglie e sorprende all’ingresso del nuovo, imponente edificio che si affaccia sulla celebre piazza Taksim.

Commissionata al compositore Hasan Uçarsu su libretto di Bertan Rona in lingua originale, il lavoro si riferisce alla sceneggiatura per Koca Sinan di Halit Refiğ. Un lavoro pensato per una realizzazione cinematografica, che ha trovato nella musica di Hasan Uçarsu tutte quelle dinamiche di una scrittura moderna, al tempo stesso attenta ai rapporti tra parola e musica, con ricorso sia pur contenuto del recitato all’uso del Singspiel, alternando momenti di abbandono poetico con incalzanti ritmi della tradizione musicale turco/ottomana. La costruzione drammaturgica è omogenea, con ricorso all’utilizzo tematico per la caratterizzazione degli interventi dei singoli personaggi, nel riproporre e incatenare situazioni dando coerenza e continuità a un lavoro che affonda le radici nel passato e che si traduce in un’opera morale, dall’alto contenuto evocativo. Un’orchestrazione densa, avvolte fragorosa, sempre tenuta insieme con straordinaria perizia, senza mai eccedere, dal direttore Gürer Aykal che cura con raffinatezza tutte quelle particolari caratteristiche della musica turca a ritmi sincopati, alla guida dell’ottima Orchestra dell’Opera di Stato di Istanbul. Da sottolineare che tanto il maestro Gürer Aykal, che l’autore Hasan Uçarsu, sono stati allievi, in tempi diversi, del celebre compositore, musicologo e scrittore turco Adnan Saygun. Significativi gli intervento del Coro, meticolosamente preparato da Volkan Akkoç, sin dalla pagina iniziale che c’introduce in una vicenda quanto mai complessa, per l’attraversamento di un fiume durante una tempesta del manipolo scelto di giannizzeri. L’impresa si presenta impervia, ma è proprio grazie all’intervento dell’architetto Sinan che vi edificherà un ponte che i giannizzeri potranno attraversarlo raggiungendo il loro Sultano, con tutta la simbolica del legame che questo rappresenta nel significato di conservazione delle tradizioni giuridico-religiose della società. Da qui la vicenda si dipana nell’arco di diversi anni e i dialoghi, arie, duetti, terzetti ed infine un quartetto ci portano nell’intimo dei palazzi imperiali, sino al concertato finale di elevata spiritualità. L’opera è divisa in due atti, ma eseguita con continuità nello svolgersi di dodici scene, nell’evolversi delle vicende legate all’edificazione di quello che è considerato il capolavoro architettonico dell’architetto Sinan, la Moschea Imperiale di Solimano il Magnifico, nota quale Suleymaniye, edificata tra il 1550 e il 1557. Al finale, quando coro e solisti intonano alla gloria del Dio per l’edificata Süleymaniye, con citazioni dalla poesia Mattino di Yahya Kemal, l’effetto di fusione tra musica e realizzazione scenica risulta emozionante. Perfetta sintonia tra podio e palcoscenico, grazie al regista Vincenzo Grisostomi, alla collaborazione per la drammaturgia e ricerca storica di Sisowath Ravivaddhana Monipong, al disegno luci di Giovanni Pirandello. Un palcoscenico che di scena in scena plasma figurazioni di rara suggestione. Scene di Zeki Sarayoğlu; costumi di Serdar Başbuğ che ha disegnato e realizzato gli abiti con minuziosa precisione, riportandoci appieno allo stile dell’Impero Ottomano, nel pieno del suo fulgore. Proiezioni di Burak Yıldırım e immagini LED progettate da Ahmet Şeren, che rispettivamente  hanno aggiunto tocchi creativi con proiezioni di miniature sui siparietti tra le diverse scene, congiunte da interludi all’uso francese d’inizio Novecento e nei fondali decorazioni di preziosi arredi e riproduzioni d’epoca, donando profondità al palcoscenico, anche con l’uso di discrete, quanto efficaci, animazioni. L’opera è stata replicata il giorno seguente con una diversa compagnia di canto, a sala esaurita in ogni ordine di posti. Differenti gli interpreti nelle due serate, tutti indistintamente immedesimati nei propri ruoli. Per Sinan il tenore Efe Kişlali che ha vissuto le rivelazioni del protagonista con sentita interiorità e nella seconda recita Ali Murat Erengül; maestoso il Sultan Süleyman del basso Tuncay Kurtoğlu e nella replica Suat Arikan; il fascino e la determinazione di Hürrem Sultan, moglie di Solimano, sono stati restituiti con dominio della scena dal mezzo-soprano Aylin Ateş ed egualmente da Nesrin Gönüldağ; la figlia di Solimano, Mihrimah Sultan, interpretata con grazia dal soprano Gülbin Günay e il giorno successivo da Hale Soner Kekeç; di particolare efficacia nel ruolo di Rüstem Paşa il basso/baritono KevorkTavityan e l’apprezzato N. Işık Belen; completano la compagnia Göktuğ Alpaşar e Umut Tingür (Ebussuud Efendi) ; Onur Turan e Berk Dalkılıç (Ayas Paşa e Sinan’ın Kalfası).

 

Nel programma per l’inaugurazione dell’Atatürk Kültür Merkezi di Istanbul non poteva mancare una spettacolare Aida. Il compito è stato affidato al regista Vincenzo Grisostomi Travaglini con la sua squadra di fiducia, Sisowath Ravivaddhana Monipong consulente per la drammaturgia e ricerca storica e Giovanni Pirandello disegno luci.

L’idea era quella di realizzare un allestimento che presentasse un carattere del tutto originale, sia pur ricalcando produzioni precedenti, sempre firmate dal regista e realizzate in Turchia.

Punto di forza nell’esecuzione dell’opera drammatica di Giuseppe Verdi il tenore Murat Karahan, ben conosciuto in campo internazionale e soprattutto acclamato interprete all’Arena di Verona, qui Radamès dalla voce potente e ben modulata, dall’acuto sonoro ed incisiva presenza scenica. Con lui una compagnia di primissimo livello, il soprano Feryal Türkoğlu nel ruolo del titolo; il mezzo soprano Ezgi Karakaya sontuosa Amneris; Eralp Kıyıcı vigoroso Amonasro; di marcata efficacia il Ramfis interpretato dal basso Tuncay Kurtoğlu. A completare la compagnia Göktuğ Alpaşar (il Re), Ceren Aydin (Sacerdotessa), Serkan Bodur (Mesaggero). Sul podio il giovane direttore Can Okan, una promessa nella quanto mai vivace realtà musicale in Turchia.

Ad un impianto che potremo definire classico, si sono volute far confluire molteplici esperienze, così come richiedeva un evento tanto significativo, in una città che storicamente è d’incontro tra culture. Il concetto: l’Egitto rivisitato a metà Ottocento dagli occhi dell’archeologo francese Auguste Mariette da cui il soggetto costitutivo di Aida e i disegni originali per scene e costumi; inoltre nell’impronta e quale omaggio alla lezione di Lila De Nobili (1916-2002), indimenticabile scenografo/pittore e costumista; una scenografia suntuosa realizzata da Özgür Usta che reinventa le strutture di una terra mitica qual è l’Egitto dei faraoni, filtrata e rivissuta attraverso la civiltà anatolica, ovvero con un’impronta tanto personale quanto propria di un territorio e della sua storia. Costumi dagli originali figurini di Savaş Camgöz, realizzati da Gürcan Kubilay. Il risultato è stato esaltante, con il coinvolgimento delle forze dei maggiori Opera e Balletto di Stato della Turchia: Solisti, Coro, Orchestra e Corpo di ballo, da Ankara, Antalya e dalla stessa Istanbul. Un impasto di colori e suggestioni, incorporati con luci sfavillanti, proiezioni e utilizzo d’immagini su fondale LED, nell’impegnativo compito di amalgamare tradizione a più moderne tecnologie. Un obbiettivo sostanzialmente raggiunto, perché ogni rappresentazione vive il suo momento e questa Aida era appositamente voluta per il nuovissimo Centro Culturale, subito dopo la prima mondiale di Sinan e nel ricco cartellone inaugurale a precedere il Concerto di Gala con gli artisti di canto più celebri della Turchia e al balletto La bella addormentata (in turco Uyuyan Guzel) di Cajkovskij ; così che tutte le arti del palcoscenico fossero presenti in questa solenne apertura dell’AKM di Istanbul. Per le proiezioni Ismail Tekin Demir, elaborazione LED di Burak Yıldırım. Le coreografie originali di Sergei Terechenko di significativa forza espressiva, realizzate con grande organico, riprese e attualizzate per l’occasione.

Lo spettacolo è stato ripreso e trasmesso in diretta da TRT-2, il canale culturale della televisione di Stato. Da sottolineare l’interesse della Città per il nuovo polo della cultura musicale, i biglietti per le due recite, oltre duemila posti a sera, sono andati esauriti in poche ore.

 

Francesco Germinario

 

29/30 ottobre 2021

7 novembre 2021

 

 

“Aida” of Giuseppe Verdi at the Congresium of Ankara on 19th October 2019, with Maestro Vincenzo Grisostomi Travaglini as Director.

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“Aida” of Giuseppe Verdi at Ankara Congresium, 19th October 2019                                              Photo credits: Emre Turan for Genel DOB

 

The opera “Aida,” one of the major productions of the State Opera and Ballet, was presented to art lovers in all of its magnificence at the Congresium Stage for the first time in the capital Ankara on Oct. 19, 2019.

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The opera “Aida,” which is about the impossible love of the brave commander Radames and the captive Abyssinian Princess Aida, was staged at the Ancient Theatre of Aspendos last month. “Aida,” which has gone down in history as the “most beautiful opera” by Giuseppe Verdi, the famous Italian composer from the 19th Century School of Italian Opera, captivated audiences with its magnificent decor and costumes at the Congresium Stage in Ankara for the first time.

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Directed by famous Italian director Vincenzo Grisostomi Travaglini, “Aida” received great acclaim from the audience at the Ancient Theatre of Aspendos. That time, it was performed by the cast of the Ankara State Opera and Ballet with magnificent decor and costumes.

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“Aida” of Giuseppe Verdi at Ankara Congresium, 19th October 2019                        Photo credits: Emre Turan for Genel DOB

In turn, Feryal Türkoğlu, Nurdan Küçükekmekçi and Burçin Savıgne took on the role of “Aida,” Murat Karahan, Efe Kışlalı and Koray Damcıoğlu will play “Radames,” Ferda Yetişer, Ezgi Karakaya and Zeliha Kökçek will play “Amneris,” and Eralp Kıyıcı and Gürgan Gürgen took on the role of “Amonasro.” Again, alternately, the artists of the Ankara State Opera and Ballet Orchestra, under the direction of conductor Antonio Pirolli and conductor Can Okan, accompanied the performers.

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“Aida” of Giuseppe Verdi at Ankara Congresium, 19th October 2019                              Photo credits: Emre Turan for Genel DOB

At the Congresium on the evening of Oct. 19, art lovers had the opportunity to watch the “Radames” performance of “Aida” staged by State Opera and Ballet’s general manager and general art director, tenor Murat Karahan, at Italy’s historical Arena Di Verona and Antalya’s Ancient Theatre of Aspendos last summer. Feryal Türkoğlu sang “Aida” in the show.

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“Aida” of Giuseppe Verdi at Ankara Congresium, 19th October 2019                        Photo credits: Emre Turan for Genel DOB

The decor for the work was designed by Özgür Usta, the costumes by Savaş Camgöz and Gürcan Kubilay, and the lighting by Giovanni Pirandello; the choir was led by Giampaolo Vessella. Sergei Terechenko choreographed the production, which also featured ballet and children’s ballet performers from Ankara State Opera and Ballet.

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“Aida” of Giuseppe Verdi at Ankara Congresium, 19th October 2019                        Photo credits: Emre Turan for Genel DOB

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“Aida” of Giuseppe Verdi at Ankara Congresium, 19th October 2019                     Photo credits: Emre Turan for Genel DOB

Last but not least, grateful thanks to General Director Murat Karahan who wished fom the bottom of his heart the return of the grand operas in Turkey and gave the right means to achieve this important decision.

 

“Aida in Aspendos: Un ponte fra Oriente e Occidente”, articolo di Francesco Germinario nella rivista mensile” in “L’Opera International Magazine” di Novembre 2019

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Un filo sottile unisce l’antico Egitto con le coste dell’Asia Minore, così che il remoto porto di Aspendos, nell’attuale Turchia, era meta di attracco delle navi all’epoca dei Tolomei. Certamente Aida di Giuseppe Verdi, in cartellone al 26esimo Festival Internazionale di Aspendos, non prende spunto dalla mitica Cleopatra, ultima della dinastia tolemaica, tanto meno l’egizio Radamès è riconducibile al romano Giulio Cesare o al generale Marco Antonio, come qualche sprovveduto turista/spettatore avrebbe voluto immaginare, eppure nella nuova produzione di Aida appositamente realizzata per l’Antico Teatro greco-romano di Aspendos, s’intravede l’impronta del passato. Se nella seconda metà dell’Ottocento l’archeologo francese Auguste Mariette volle ricondurre la sua storia ben mille anni prima della Nuova Era, ai tempi della XVIII dinastia egizia, ispirandosi a  Hachepsuth, Nefertiti  e forse anche a Ramses II, vicenda da cui prenderà spunto Giuseppe Verdi per il suo lavoro, ebbene in questa Aida ad Aspendos a cura dell’Opera e Balletto di Stato di Antalya, vi è la consapevolezza di un’appartenenza del tutto propria, di tradizioni e ritualità anatoliche. Le scene e i costumi si confanno a memorie antiche, proprie di un territorio che guardando all’Egitto mantiene salde a tutt’oggi le proprie radici. L’impianto scenico è all’apparenza tradizionale, ma nella sua realizzazione sembra voler riproporre la celebre frase di Verdi: “torniamo all’antico, sarà un progresso”. Non solo … se le figure impresse nella scenografia, colonnati grandiosi e costumi dalle tinte di sapore medio-orientale, ci riportano al fastoso passato di congiunzione tra Oriente e Occidente, vi è visibilmente trasmesso anche quel simbolismo che nella sua ritualità si ricongiunge, idealmente, con l’Egitto  di Mozart/Schikaneder ne Die Zauberflöte. Scene di Özgür Usta, costumi di Savaş Camgöz e Gürcan Kubilay.

Direttore Fabrizio Maria Carminati che della partitura di Aida ha esaltato le pagine di magniloquente spettacolarità, per nulla sacrificando, con raffinata minuzia, l’interiorizzazione di ogni ogni singolo personaggio, nella sfida irrealizzabile dell’uomo con un destino inesorabile. Un percorso omogeneo, di una visione condivisa tra podio e palcoscenico, regia di Vincenzo Grisostomi Travaglini. Ricerca storica di Sisowath Ravivaddhana Monipong. Disegno luci di Giovanni Pirandello. Di grande suggestione il fuoco sacro che si sprigiona dal remoto pertugio del tempio, da dove Ramfis in ripetitivo ternario segna la condanna a morte di Radamès, nel reiterato conflitto tra potere temporale e spirituale.

Nel ruolo del titolo il soprano russo Anna Nechaeva di solido  impatto in un ruolo del quale ha certezza, di timbratura scura e suggestiva, con spiccato senso scenico; nella replica la debuttante Francesca Tiburzi. Radamès è il tenore turco Murat Karahan, dopo i consensi areniani, qui si conferma dalla voce ferma e squillante, ha riscosso un personale, vibrante successo; nella seconda recita Efe Kışlalı. Ancora dalla Russia, ma con una sensibilità tutta italica, l’Amneris di Anastasia Boldyreva, principesca nella sua arroganza, disperata nel suo sentimento di donna, cinicamente disumanizzata nel conclusivo: “Pace t’imploro … “.

 

 

 

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Dall’espressione tonante e autorevole presenza l’imperioso Amonasro di Eralp Kıyıcı. La marcata voce di basso, d’innnata autorevolezza ha delineato l’interpretazione di Safak Guç, quale Ramfis. Completano la compagnia: Ozgur Savas Gencturk, il Re, Nihan Inan e nella replica Ceyda Maral, Sacerdotessa, Emrah Sòzer Un Messagero. Coro dell’Opera di Antalya e dell’Opera di Ankara, maestri, rispettivamente, Mahir Seyrek e Giampaolo Vassella. Corpo di ballo e ballo bambini (Moretti) dell’Opera e Balletto di Antalya, coreografo  Armağan Davran.

La prima serata è stata trasmessa in diretta nazionale su TR2, il secondo canale della Televisione di Stato Turca, dedicato a notiziari ed eventi culturali.

La produzione di Aida ha trovato la sua collicazione ideale all’interno dell’Antico Teatro di Aspendos, eppure a quasi un mese di distanza ha saputo “rigenerarsi” in ben altra situazione in una serata di “gala” nel contemporaneo edificio del Congresuim di Ankara, capace di oltre tremila posti, a cura dell’Opera e Balletto di Stato di Ankara. Di base l’allestimento è lo stesso di Aspendos,eppure con sostanziali modifiche a conferma che non esistono recite, una eguale all’altra, ma bensì la capacità di rinnovarsi nell’aderenza a un concetto, più che a una pura estetica. Nel ruolo di Radamès s’impone e si conferma Murat Karahan, cosi come Eralp Kiyici, Amonasro, e il basso Safak Guç, Ramfis. Per Aida il debutto nel ruolo del soprano Feryal Türkoğlu che cesella il personaggio con raffinatezza e precisione. Amneris è la convincente e appassionata Ezgi Karakaya; Erdem Baydar, il Re, Cem Akyuz, il Messaggero e Nihan Inan, Sacerdotessa. Direttore d’orchestra il giovane e già affermato Can Okan al suo debutto nel titolo; maestro del coro Giampaolo Vessella. Significativa la presenza dell’eccellente Corpo di ballo e per i Moretti della Scuola dell’Opera e Balletto di Stato di Ankara con coreografie di Sergei Terechenko. Prevista inizialmente una sola recita al Congresium, vi si replica per soddisfare le molte richieste di pubblico, oltre la capienza della grande sala.

Photo credits: Yusuf Emre Turan & Sisowath Ravivaddhana Monipong

 

 

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“Le ali della fatalità”, articolo di Francesco Germinario nella rivista mensile”L’Opera International Magazine” di Ottobre 2019

L’emozione di un appuntamento con la storia nell’antica Anatolia in un
incontro di culture, tra le imponenti vestigia di un passato glorioso
e un presente dalle dinamiche vivaci, che in un’unica Direzione
generale raccoglie il patrimonio di ben sei Teatri d’Opera e Balletto
di Stato della Repubblica di Turchia; Direttore generale Murat
Karahan.
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L’occasione è il Festival Internazionale di Aspendos, antica città
fondata nel primo millennio A.C., che conserva al suo interno il
magnifico Teatro greco-romano del II secolo D.C., con la facciata
rinforzata dai Turchi Selgiuchidi, che utilizzarono la costruzione
quale caravanserraglio e nel XIII secolo ne modificarono la struttura
frontale in quello che appare oggi internamente quale parete del
palcoscenico. Rinforzi costitutivi che ne hanno permesso la
straordinaria conservazione, luogo tra i più affascinanti al mondo.
Cornice ideale, anzi magica, per la nuova produzione di Carmen che ha
inaugurato la 26esima edizione del Festival Internazionale il cui nome
ci riporta al passato: alla mitica Aspendos.
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Un allestimento spettacolare realizzato dall’Opera e Balletto di
Istanbul per il Festival, curato nei minimi dettagli dal regista
Vincenzo Grisostomi Travaglini, con scene di Zeki Sarayoğlu
appositamente pensate per l’interno dell’antico teatro, in un tutt’uno
con le maestose strutture architettoniche. Colori smaglianti, vivaci e
allo stesso tempo misurati nell’equilibrio cromatico di ogni singola
scena nei costumi di Ayşegül Alev e di Gizem Betil. Suggestivi gli
interventi del ballo, dal Preludio agli Entr’act, che hanno donato a
questa produzione un sapore del tutto originale, con coreografie di
Ayşem Sunal Savaşkurt dal carattere spagnoleggiante, ma con
un’eleganza rivolta a quella Francia da dove Bizet avrebbe chiesto ben
altri riconoscimenti, oltre il limite stilistico dell’Opéra-Comique,
con aspirazioni da Grand-Opéra. Disegno luce di Giovanni Pirandello
con tinte e suggestioni che interpretavano della musica emozioni e
tormenti. L’approfondimento della drammaturgia da Mérimée a Meilhac e
Halévy, negli intrecci storici e letterari, di Sisowath Ravivaddhana
Monipong.
Alla direzione dell’orchestra dell’Opera di Stato di Antalya il
maestro bulgaro Zdravko Lazarov, dal gesto misurato e partecipe. Coro
dell’Opera di Istanbul con elementi dall’Opera di Antalya, maestri
Paolo Villa e Mahir Seyrek. Corpo di ballo dell’Opera e Balletto di
Istanbul.
Art 2
Compagnia di canto in gran parte dai Teatri d’Opera e di Balletto di
Stato della Turchia, con ospite il mezzo-soprano russo Yulia Mazurova,
quanto mai sensuale, partecipe, coinvolgente. La sua Carmen ha sì le
tinte della zingara che si erge a vessillo della libertà, filtrata e
interpretata dal gusto di un’epoca di una Francia avvilita dalla
sconfitta da quei Prussiani che Verdi nella sua Aida denominò “barbari
etiopi”, quanto nobilitata dal nascente impero di Napoleone III, con
atmosfere suggestionate dalla consorte imperatrice Eugenia, originaria
spagnola; ancora, da un’estetica che prende sostanza nella “grandeur”
di un popolo orgoglioso, nel segno di una fatalità incombente, oltre
ogni volontà! Nella seconda recita il ruolo di Carmen è stato
interpretato dal mezzo-soprano anch’esso di origine russa Anastasia
Boldyreva, ribelle e affascinante; due caratteri, due diverse visoni
per un unico destino! Compagnia di canto formata perlopiù da artisti
di canto turchi, dal tenore Efe Kıslalı dalla voce ferma e
stilisticamente flessuosa, applaudito Don José, nella seconda recita
il tenore Ali Murat Erengül. Micaëla disegnata al di fuori della
convenzionalità di contrapposizione dei personaggi, bensì protagonista
nel dualismo inconciliabile: il soprano Bilge Yılmaz, nella replica
Gülbin Günai. Il torero di Granada Escamillo lo spontaneo Murat Güney.
Completavano la compagnia artisti dell’Opera di Istanbul, in una
sincronizzazione musicale e scenica di ruoli tra commedia e tragedia:
Anna Sirel Yakupoğlu (Frasquita) ed Elif Tuba Tekışık (Mércèdes); Alp
Köksal (Le Dancaïre) e Onur Turan (Le Remendado); Göktuğ Alpaşar
(Zuniga) e Utku Bayburt (Moralés). Coro di voci bianche dell’Opera di
Antalya preciso e attento (maestro Sinem S. Baddal), nel primo atto ha
meritato appieno il lungo applauso loro attribuito da un pubblico
folto ed entusiasta.
Francesco Germinario
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Antalya (Turchia): 1 – 2 settembre 2019
Foto: Yusuf Emre Turan
Foto: Murat Dürüm

16th March 2019: TURANDOT’s successful return at Ankara State Opera and Ballet

On 16th March 2019, Ankara State Opera and Ballet presented “Turandot”, the absolute masterpiece of Giacomo Puccini in a new production, with Maestro Vincenzo Grisostomi Travaglini as Stage Director and Maestro Antonio Pirolli as Conductor.

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The two Maestros, long-term friends, remembered with emotion their first “Turandot” together some 19 years ago in the same Opera Theatre, with Soprano Nilgun Akkerman.

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Under the impulsion of the new Director General of Turkish State Opera and Ballet, brilliant Tenor Murat Karahan who called back both Conductor and Stage Director to set up again a fairy tale style production, the actual resurrection of opera the way we like it, a fantastic evening opened up to the notes of Puccini’s last work…

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The somptuous costumes of Savaş Camgöz, the magnificent sets of Özgür Usta and the magic lights of Fuat Gök have definitely given the performance the utmost touch of glamour. The public was enthusiastic and the applause at the end lasted more than fifteen minutes.

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Mehlika Karadeniz Bilgin, who incarnated a very special Turandot, with her cristalline voice, declared about the production : “The work exposes how Turandot, the princess who doesn’t believe in love and hates men, gets to know love. It is the inner travel of a woman finding herself and a fight between her brain and heart. In fact, Turandot is the fight between the bad and the good,”

 

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Explaining that the mystic and the mysterious side of the Far East are reflected on the opera, Maestro Vincenzo Grisostomi Travaglini said, “It portrays the inner conflicts of Princess Turandot and her fight with love.” Moreover, his classical and royal style given to the elegant stage direction confered to the opera the real sense of what opera should be on such an important stage as the Ankara State Opera and Ballet.

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On another hand, the sincere friendship between Maestro Pirolli and Maestro Grisostomi Travaglini could be felt as their arts coincided in putting together the virtuosity of music tightly-knit with the respect of Puccini’s will to render solemnity and human research for truth and love. The climax was during the famous moment of Liù’s death, when the emotions reach the vibrations of everyone’s heart.

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This exceptional production was also possible thanks to the participation of incredibly talented soloists such as  Mehlika Karadeniz Bilgin, Perihan Nayır Artan, Murat Karahan, Aykut Çınar, Efe Kışlalı, Cem Akyüz, Özgür Savaş Gençtürk, Şafak Güç, Esin Talınlı, Tuğba Mankal Dekak, Seda Aracı Ayazlı, Tuncer Tercan, Çetin Kıranbay, Emre Uluocak, Kamil Kaplan, Arda Doğan, İbrahim Halil Turgut, Barış Yanç and Emre Akkuş… and all the artists of the Ankara State Opera Koro, under the direction of Maestro Giampaolo Vessella.

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A special mention for Çetin Kıranbay, Barış Yanç and Arda Doğan, unforgettable Ping, Pang and Pong whose stage plays fabulously funny and “grotesque” as originally described by Puccini was one of the greatest moments of the performance.

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Çetin Kıranbay, Barış Yanç and Arda Doğan, unforgettable Ping, Pang and Pong

I must also recognise that one of the magic elements of this Turandot was the use of the Ankara State Ballet. Both men and women dancers were absolutely smashing and gave a dynamic to special moments, like the Pu Ting Pao appearances, which was unique.

Not to forget anyone, here are the names of this impressive cast for my favourite version of “TURANDOT” ever …

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To be noted the presence in the audience, Enrico Stinchelli, a famous Italian radio conductor, special guest of Ankara State Opera and Ballet, who actually enjoyed the performance.

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Together with Maestro Antonio Pirolli & Maestro Vincenzo Grisostomi Travaglini

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Maestro Vincenzo Grisostomi Travaglini, between Umut Yasar, Director Assistant and Boran Savran, Staging Assistant…. and me !

 

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25° edizione del Festival Internazionale di Aspendos: TURANDOT, Vincenzo Grisostomi Travaglini firma il nuovo allestimento del capolavoro pucciniano

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“Suggestioni anatoliche per la Cina Imperiale di Turandot: Aspendos, Vincenzo Grisostomi Travaglini firma il nuovo allestimento del capolavoro pucciniano”, articolo di Francesco Germinario nel numero di Ottobre 2018 di “L’Opera International Magazine”

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Turkish translation:

Turandot’un Çin İmparatorluğu için Anadolu İlhamları
Francesco Germinario, L’Opera Dergisi
Traduzione – çeviri: Suna Ertekin
Aspendos: Vincenzo Travaglini Grisostomi, Puccini’nin başyapıtının yeniden sahneye koyuluşunu imzalıyor.

25. Uluslararsı Aspendos Festivali’nde büyük opera Turandot gösterişli yeni bir prodüksiyonla geri dönüyor.

Geçtiğimiz Ocak ayından itibaren aralarında Aspendos, İstanbul ve Efes’in de olduğu birçok festivaller düzenleyen Türkiye Devlet Opera ve Balesi Genel Müdürlüğüne uluslararası üne sahip opera şarkıcısı Murat Karahan atandı ve hemen Türkiye’deki müzikal/opera kültürüne yeni bir nabız katmak istedi.

Yeni yönetimin en anlamlı sonuçları arasında Turandot’un bu edisyonunu buluyoruz, bu eser tarihi “Antik Tiyatro”ya 18 yıl sonra geri döndü.

Tarihi Anadolu’nun Opera ve Balesi’nin en iyi kaynaklarının bir araya geldiği görkemli bir sahneleme, özellikle Ankara Operası, Orkestrası ve Korosuna Antalya Devlet Operası’nın korosunun koro şefleri Giampaolo Vassella ve Mahir Seyrek ile, Balenin ve Sinem Seçil Battal tarafından yönetilen çocuk korosunun katılımıyla gerçekleşti; eseri İstanbul ve İzmir’i de içeren Türkiye’nin çeşitli realitelerinin en iyi şan solistleri seslendirdiler. Dev bir organizasyon ve teknik ekip sayesinde gerçekleştirilen bu prodüksiyon Aspendos Festivalini haberlere çıkma şerefine eriştirdi. Çeşitli kurumların temsilcileri arasında Kültür ve Turizm Bakanı Mehmet Nuri Ersoy da vardı, temsil sonunda sahneye çıkarak sanatçılara çiçek verip tebriklerini sundu. Aspendos antik çağlardan kalan en iyi tiyatro sayılmaktadır, mimar Zenon tarafından Marcus Aurelius için M.S. 161 ve 180 yılları arasında inşa ettirilmiştir; antik tiyatro bu temsille “güçlü” bir şekilde yeniden gözler önüne çıktı diyebiliriz.

Rejisörlüğü, bugün olduğu gibi bu prodüksiyonla 2000 yılında da çok başarı kazanan Vincenzo Grisostomi Travaglini üstlendi. Orkestra Şefliğini maestro Alberto Veronesi yaptı.

Şan grubunda başlıca rolleri soprano Perihan Diyana Nayır Artan güçlü ve aynı zamanda şık bir Turandot olarak, tenor Murat Karahan güçlü, sağlam ve cömert tenor sesiyle Calaf olarak, “Nessun dorma”yı kaçırılmayacak “bis” ile seslendirdi; aynı rolü geçtiğimiz sezon Verona Arenası’nda büyük başarı ile seslendirmişti ve Aspendos greko-romen tiyatrosunda da zafer kazandı. Şancılar arasında, Festivalin bu açılışı için, Devlet Operası’nın çeşitli müdürlüklerinden öne çıkan en anlamlı sesler görevlendirildi, Seda Aracı Ayazlı’nın duygu dolu Liù rolü ve Teyfik Rodos’un şık Timur rolü beğeni kazandı. Canlı, sahneye katılım gösteren ve dikkat çeken üç bakan rollerinde Ping rolünü üstlenen Murat Duyan, Pang ve Pong rollerinde Tankut Eşber ve Serkan Taylan vardı. Şan grubunu İmparator Altum rolünde Lorenzo Mok Arranz, Nejat Beğde ve Serkan Sarıkaya tamamladı.

Özgür Usta’nın dekorları heybetliydi; Savaş Camgöz’ün değerli kumaşlarla ve özenle seçilen renklerle gerçekleştirdiği her türden aksesuarların kullanıldığı kostümleri çok güzeldi, tarih ve fantazi arasında, Yunan trajedisi stilinde “oyulmuş” maskelerle masalımsı uzak Çin İmparatorluğu sahnede daha önce hiç bu kadar öne çıkmamıştı. Özellikle Armağan Davran’ın koreografileri özenle çalışılmıştı, Pu-Tin-Pao’nun hizmetkârları erkek balesinin enerjik dansından başka Uzak Doğu geleneğine göre düzenlenen ve finaldeki sofistike “çiçekli kızlar” dansı çok etkiliydi. Fuat Gök’ün ışık düzeni güzeldi. Kalabalık ve heyecanlı seyirci, tribünleri doldurarak iyi kalitenin her zaman kazanacağını kanıtladı.

XXVth Aspendos International Festival: An absolute triumph for Turandot of Giacomo Puccini

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Photo credits: Yusuf Emre Turan

On Tuesday 4th September 2018 was released a marvellous “Turandot” at XXVth Aspendos International Festival in Turkey.

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Photo credits: Yusuf Emre Turan

Following the impulsion of the newly nominated Director General of Turkish Opera Theatres and Ballet, young and already famous Tenor Murat Karahan, “Turandot” has come back on Aspendos stage after eighteen years.

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“Nessun dorma” by Tenor Murat Karahan, Director General of the Opera Theatres of Turkey (Photo credits: Yusuf Emre Turan)

Last time, in 2000, Ankara’s Opera called Maestro Antonio Pirolli to be the conductor and Maestro Vincenzo Grisostomi Travaglini to assume the stage direction with the fantastic Nilgun Akkerman as Turandot and it was already a success.

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This year, the choice of Maestro Alberto Veronesi as conductor, united with the return of Maestro Vincenzo Grisostomi Travaglini for the stage direction, indicates clearly the will of the Director General of the Turkish Opera to express with magnificent emphasis his taste for the genuine essence of art and music at its utmost level.

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Maestro Alberto Veronesi

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Maestro Vincenzo Grisostomi Travaglini

In the grandiose settings of Aspendos Antique Theatre, the best singers of Turkey were called to give life to the ultimate characters of Giacomo Puccini. The brilliant cast included Perihan Diana Nayir Artan as Princess Turandot, Murat Karahan as Prince Calaf, Lorenzo Mok Arranz as Emperor Altom, Teyfik Rodos as Timur, Seda Araci Ayazli as Liu, Murat Duyan as Ping, Tankut Esber as Pang, Serkan Teylan as Pong, Nejad Begde as one Mandarin and Serkan Sarikaya in the role of the Prince of Persia.

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Photo credits: Yusuf Emre Turan

The lovely sets were signed by Ozgur Usta and the beautiful costumes by Savas Camgoz. To be noted the elegant choreography of Amagan Davran and the inspiring light designing of Fuat Gok.

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Photo credits: Yusuf Emre Turan

The combination between the brio and sensitivity of Maestro Veronesi together with the supreme harmony of the royal court, rendered in a rich and colourful manner by Maestro Grisostomi Travaglini has reached its climax in this particularly difficult opera of Puccini. The audience was definitely convinced and the long ovation at the end of the performance was just the confirmation of the enthusiasm, already expressed when Murat Karahan was warmly invited to sing “Nessun dorma” a second time !

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Photo credits: Yusuf Emre Turan

Last but not least, the incredible honour the artists were granted by His Excellency Mehmet Nuri Ersoy, Minister of Culture and Tourism of Turkey, when he went on stage to congratulate all of them with a bunch of white flowers in sign of gratitude for their art and work.

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Final Curtain Call (Photo credits: Yusuf Emre Turan)

Many thanks to Official photographer Yusuf Emre Turan who did marvellous pictures of this enchanting evening.